Integratori alimentari o farmaci mascherati? I rischi di un uso incontrollato

Integratori alimentari o farmaci mascherati? I rischi di un uso incontrollato

È sempre più frequente, navigando su Internet imbattersi in siti ed articoli che pubblicizzano stili di vita, metodi di dimagrimento e di sostegno al benessere invitando il più delle volte all’uso di questo o quell’integratore alimentare. Con la stessa frequenza capita, soprattutto nelle grandi città, di imbattersi in negozi di intergratori per lo sport, vitamin shop mascherati da centri per il dimagrimento o reparti di supermercati dove manca completamente l’assistenza di personale qualificato e dove è possibile approvvigionarsi di qualsiasi tipo di integratore alimentare sotto l’egida di una definizione che viene data allo scaffale di “parafarmacia”. A questo si aggiunga che spesso persone senza qualificazione specifica suggeriscono l’uso di integratori per conto di aziende che vendono con sistemi di vendita di Multilevel Marketing che sconfina spesso in una vendita piramidale peraltro vietata in Italia.

Dobbiamo però a questo punto farci una domanda: perché questo uso così facile e diffuso degli integratori? La risposta è semplice, In primis le aziende trovano nella registrazione e commercializzazione degli integratori una via molto più facile e meno dispendiosa rispetto alla commercializzazione di farmaci o dispositivi medici. Inoltre nella stragrande maggioranza delle persone è radicata l’opinione, supportata anche dalla pubblicità, che gli integratori essendo naturali non sono dannosi e tantomeno tossici.

Ebbene diciamolo a gran voce, non c’è niente di più falso! Infatti anche se gli integratori alimentari così come  vengono definiti dall’EFSA (European Food Safety Autorithy) sono “fonti concentrate di nutrienti (cioè minerali e vitamine) o di altre sostanze con effetto nutrizionale o fisiologico, commercializzati sotto forma di dose (ad es. pillole, compresse, capsule, liquidi a dosi misurate). Ed inoltre hanno lo scopo di correggere le carenze nutrizionali, mantenere un adeguato apporto di alcuni nutrienti o coadiuvare specifiche funzioni fisiologiche. Non sono medicinali e, in quanto tali, non possono esercitare un’azione farmacologica, immunologica o metabolica. Pertanto il loro uso non ha lo scopo di trattare o prevenire malattie nell’uomo o di modificarne le funzioni fisiologiche”.

Già in uno studio del 2015 comparso sul New England Medical Journal (Geller AI, et al. Emergency department visits for adverse events related to dietary supplements. N Engl J Med 2015; 373: 1531-40) si segnalava come negli Stati Uniti ci fossero circa 23.000 accessi l’anno al pronto soccorso per eventi clinici legati all’uso improprio di integratori alimentari.  Ma quali possono essere gli usi impropri? Nel 2018 sul BJCP ( British Journal of Clinical Pharmacology ) è stata prodotta una analisi dettagliata derivante dall’analisi di più di 5000 studi presenti sul PubMed in cui venivano segnalati eventi avversi derivanti dall’uso di alcuni integratori naturali in concomitanza con farmaci allopatici (Charles Awortwe PhD Br J Clin Pharmacol (2018) 84 679–693). Quindi una prima riflessione la dobbiamo fare in questo senso. Gli integratori alimentari non hanno un’azione farmacologica, come dichiarato da EFSA, ma possono interagire con i farmaci che invece sono assunti per motivi terapeutici.

In altri casi poi, dato l’uso diffuso si sono messi in evidenza veri e propri effetti collaterali come nel caso del Riso Rosso Fermentato (G. Mazzanti et al. Br J Clin Pharmacol (2017) 83 894–908) che ha portato l’EFSA a pronunciarsi nel 2018 nei confronti di questo integratore definendolo molto vicino nell’efficacia e tollerabilità alla Lovastatina (EFSA Journal Scientific Opinion 25 – June 2018). Per rimanere nell’attualità possiamo parlare della Curcuma. In quest’ultimo periodo se ne è parlato moltissimo infatti è stata pubblicizzata, in associazione alla Piperina come panacea per il dimagrimento. Moltissime persone avendo avuto indicazioni su Internet o da personale non qualificato si sono quindi affidate a questo trattamento ignorando che a livello scientifico non esistono dati certi sull’effetto dimagrante della Curcuma, invece è certo che interagisce con alcune subunità del citocromo P450 causando interazioni con farmaci importanti come  ad esempio il Tamoxifene (Cancers 2019, 11(3), 403; “Impact of Curcumin (with or without Piperine) on the Pharmacokinetics of Tamoxifen” -Koen G.A.M. Hussaarts et al.). Inoltre in questi giorni si è avuta una segnalazione dal Ministero della Salute che a seguito di una ventina ( ad oggi ) casi di epatite colostatica da Curcuma invita a sospendere l’uso di preparati a base di Curcuma non essendo ancora ben chiare le motivazioni che hanno portato alla comparsa di questi effetti.

Detto tutto questo è giusto che l’uso degli integratori sia ancora possibile senza alcuna assistenza nella vendita o possa essere gestito attraverso canali non qualificati? Noi riteniamo di no e che debba obbligatoriamente essere gestito attraverso la consulenza di persone qualificate che sappiano considerare le indicazioni dell’integratore conoscendo anche le interferenze con terapie farmacologiche in atto oltre a saper discernere l’affidabilità del produttore per garantire il massimo della tutela della Salute pubblica. Inoltre deve essere assolutamente possibile risalire al lotto, produttore, distributore, ecc. nonché devono essere assicurate le condizioni di conservazione. In poche parole riteniamo che il Farmacista in Farmacia o Parafarmacia sia l’unico professionista in grado di saper garantire al meglio tutto quanto sopra considerato. Infatti è l’unico professionista che per studi e formazione è uno specialista del farmaco nonché dei principi di estrazione naturale, inoltre Farmacie e Parafarmacie al contrario di qualsiasi altro esercizio devono garantire la tracciabilità dei prodotti attraverso l’assegnazione di un codice univoco da parte del Ministero della Salute e sono responsabili della corretta conservazione dei prodotti messi in vendita. Inoltre i farmacisti operano la farmacofitovigilanza per la segnalazione di eventuali eventi avversi. Con lo scopo di avvalorare questa interpretazione a Novembre scorso l’UNaFTiSP ( Unione Nazionale Farmacisti titolari di Sola Parafaramacia) ha avviato una campagna comunicazionale sostenuta attraverso una locandina che viene esposta nelle parafarmacie aderenti in cui si segnala la presenza di un farmacista qualificato al consiglio degli integratori alimentari e dei nutraceutici.

Quindi auspichiamo una modifica dell’attuale normativa che, a tutela della salute pubblica possa evitare il sostentamento e lo sviluppo di mercati che, guidati solo da interessi economici, non sono assolutamente a nostro avviso da sostenere.

Di Dott. Marco Merigiola
Coordinatore Commissione per il Delisting e gli Integratori Alimentari UNaFTiSP (Unione Nazionale Farmacisti Titolari di Sola Parafarmacia)

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