Prevenzione e cura: tutto quello che c’è da sapere sulla candida, uno dei disturbi femminili più diffusi

Prevenzione e cura: tutto quello che c’è da sapere sulla candida, uno dei disturbi femminili più diffusi

Abbiamo chiesto al prof. Carlo Piscicelli, responsabile del reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell'Ospedale Cristo Re di Roma, di spiegarci come contrastare questa fastidiosa infezione

Ne soffre il 75% delle donne e molte rinunciano ad avere rapporti sessuali con il proprio partner a causa di questa fastidiosa infezione. Stiamo parlando della candida, uno dei disturbi intimi più diffusi nel mondo femminile. Abbiamo chiesto al prof. Carlo Piscicelli (nella foto), responsabile del reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale Cristo Re di Roma, di spiegarci come prevenirla e come curarla per evitare eventuali ricadute.

Dottore, esattamente cos’è la candida e perché si manifesta?
«La candida è un fungo microscopico appartenente al genere dei lieviti, organismi unicellulari (come i batteri) e pertanto invisibili ad occhio nudo. Si trovano un po’ ovunque e alcune specie sono comunemente usate per far “lievitare” il pane e fermentare le bevande alcoliche. Normalmente, la candida vive all’interno della bocca, della gola, l’intestino, la vagina e sulla pelle senza causare problemi e con una numerosa varietà di altri batteri salutari che proteggono il nostro corpo, chiamati lattobacilli. Insieme a questi, il lievito candida ha un ruolo importante nell’aiutare a individuare e distruggere microrganismi patogeni che possono invadere l’organismo. A volte però può succedere che si rompa il delicato equilibrio della microflora batterica e l’organismo non riesca a far fronte alla crescita smisurata dei lieviti, che diviene così fuori controllo. In questi casi la candida si moltiplica in maniera esagerata e da lievito (unicellulare) si trasforma in fungo (più cellule aggregate). È questa la fase in cui può arrecare danno ai nostri tessuti. La crescita eccessiva può derivare da alcuni fattori come l’uso di antibiotici che causa uno squilibrio nella flora vaginale naturale; un sistema immunitario indebolito; un aumento del livello di estrogeni, come può accadere in gravidanza; nel diabete incontrollato, per la maggior disponibilità di zucchero nel sangue».

Quali sono i suoi sintomi inequivocabili?
«Prurito, dolore durante i rapporti sessuali, bruciore e perdite vaginali anormali. Il sintomo più comune però è il prurito associato a perdite vaginali bianche e dense simili alla ricotta. Nei casi più estesi vi è anche un arrossamento intorno alla vagina».

La candida può essere confusa con un altro disturbo ginecologico simile?
«Certamente. La candida non va confusa con altre infiammazioni come la vaginosi batterica o con la vestibolite vulvare. Alcune donne poi possono avere perdite vaginali più abbondanti in assenza di una vera e propria patologia, a causa del loro stato ormonale e in alcuni momenti della loro vita».

In quali circostanze si manifesta con maggiore frequenza? C’è un’età più sensibile a questo disturbo?
«Non è infrequente che avvenga a seguito di un cattivo funzionamento dell’intestino. La stipsi infatti è una delle condizioni che si collegano più comunemente all’infezione. Tale associazione sostiene la teoria del “serbatoio intestinale” che suggerisce come causa della maggior frequenza e/o ricorrenza la persistenza di una eccessiva quantità di lieviti nel tratto gastrointestinale e la successiva reinfezione della vagina. È stata anche suggerita come causa predisponente una sensibilità individuale. Tale teoria basa la sua ipotesi su una anomala risposta immunitaria vaginale locale al lievito che rende queste donne più vulnerabili. La candida è un disturbo dell’età fertile. Più rara, ma non impossibile, è la sua presenza dopo la menopausa».

Come si cura tradizionalmente?
«La candidosi vaginale viene solitamente trattata con farmaci antimicotici (contro i funghi). Nella maggior parte dei casi il trattamento viene effettuato sotto forma di ovuli o crema all’interno della vagina per brevi periodi (1-3 giorni) o con terapie (anche di un solo giorno) di antimicotici orali che determinano un sollievo nell’80-90% dei casi. Questi farmaci sono disponibili come prodotti da banco e quindi possono essere utilizzati come terapia “fai da te” o automedicazione. Nei casi in cui i sintomi persistono dopo l’uso di questi preparati o recidivino entro 2 mesi dopo il trattamento è bene che l’infezione venga valutata clinicamente».

L’alimentazione può aiutare?
«La dieta è una parte importante della terapia, specie nei casi ricorrenti. Le cellule di lievito da candida hanno bisogno di zucchero per costruire le loro pareti cellulari, espandere le loro colonie e passare alla loro forma più virulenta e fungina. Questo è il motivo per cui un regime a basso contenuto di zucchero è fondamentale. Cosa mangiare allora? Verdure, evitando le varietà ricche di amido e di carboidrati come patate, carote e barbabietole, alimenti proteici come pollo e pesce e cereali preferibilmente senza glutine come il riso integrale. È bene anche evitare birra, vino e aceto. Infine, limitare per qualche giorno l’assunzione di frutta che, anche se molto salutare, viene trasformata in zucchero nel corpo».

Ci sono delle cure naturali che lei consiglia?
«Migliorando la salute dell’intestino e ripristinando l’equilibrio dei batteri e dei lieviti che vivono all’interno del nostro corpo, è possibile ottenere sollievo dai sintomi della candida. La salute intestinale è stata collegata non solo alla digestione, ma anche all’immunità, a molte malattie metaboliche, alla salute del nostro cuore e alla salute mentale. Possiamo dire che un intestino malsano può causare problemi in ogni parte del corpo. Quindi l’uso dei cosiddetti probiotici può essere un utile rimedio naturale. Come probiotico naturale, oltre a quelli commerciali, possono essere utilizzati lo yogurt e alimenti fermentati come i crauti».

Se la candida non viene adeguatamente curata può provocare altri problemi?
«No. Nei casi non complicati, ossia quando l’infezione non è conseguenza di una immunodepressione, la candida non provoca altri problemi».

In quanto tempo si guarisce dalla candida?
«Nella maggior parte dei casi si guarisce in pochi giorni. Nelle forme sporadiche il trattamento farmacologico risolve i sintomi in breve tempo e spesso in poche ore si attenua il sintomo principale, il prurito. Più difficile è il trattamento delle forme ricorrenti o resistenti alla terapia. In questi casi è importante capire e rimuovere la causa che sottende alla ricorrenza o alla persistenza dell’infezione».

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