Quanto il daltonismo influisce sulla vita quotidiana delle persone che ne soffrono?

Quanto il daltonismo influisce sulla vita quotidiana delle persone che ne soffrono?

Il dottor Federico Fiorini, direttore sanitario di Clinica Baviera Bologna, spiega: "Il daltonismo è un problema visivo senza trattamento ma la stragrande maggioranza delle persone ci convive senza grossi problemi; oggi esistono alcuni occhiali o lenti che aiutano a percepire meglio la gamma cromatica. Questi occhiali sono utili nei casi di daltonismo più comune, la dicromia dei rossi e dei verdi; hanno filtri speciali che aiutano a correggere la saturazione tra i colori e a distinguerli come sono realmente. Noi di Clinica Baviera Italia raccomandiamo di rilevare questa anomalia il prima possibile, soprattutto nei bambini, poiché, anche se non grave, potrebbe causare problemi di apprendimento e di autostima".

Il daltonismo è un problema visivo che comporta un’alterata percezione dei colori. Nella retina sono presenti delle cellule nervose, chiamate coni e bastoncelli, che sono sensibili alle onde luminose e svolgono un’importante funzione: trasformano la luce che arriva sul fondo dell’occhio in un’informazione che viene trasmessa al cervello. I coni sono sensibili alla luce blu, verde e rossa; i bastoncelli alla luce bianca, nera e grigia. In altre parole, i coni percepiscono il colore e i bastoncelli rilevano la luce e il buio; il loro lavoro combinato permette che i diversi colori vengano percepiti e a seconda del tipo di cellule che non funzionano correttamente si possono avere diversi tipi e gradi di daltonismo.
Un problema che in un certo modo influisce sulla vita delle persone che ne soffrono anche se dipende sempre dal grado di daltonismo che si ha.
Le persone che ne soffrono non lo vivono come un problema quotidiano ma riscontrano  difficoltà se si trovano a dover svolgere alcune attività artistiche, come la pittura e la decorazione; inoltre, per chi svolge certe professioni come gli elettricisti, i meccanici o i chimici, ci possono essere difficoltà nel lavoro; meno grave il non riuscire a distinguere bene i colori quando ci si veste e li si combina in modo poco consono, un fatto puramente estetico.
Ma è alla guida che una persona daltonica può avere problemi importanti. La prima cosa che viene in mente è la difficoltà che si può riscontrare nel distinguere i colori di un semaforo, ma si può facilmente riconoscere la posizione dei colori e indovinare quello acceso sapendo che in alto c’è il rosso e in basso il verde; in questo, quindi, non c’è un gran rischio. Il problema nasce invece quando questi colori si trovano in altri contesti, come sui cartelli dove predomina il rosso o per le luci delle auto, ad esempio i freni: se il colore rosso non è distinguibile può non essere chiaro quando l’auto davanti sta frenando e si rischia il tamponamento. Sarebbe quindi preferibile che i daltonici evitassero di guidare di notte e prestassero estrema cautela nelle gallerie.

Gli esperti di Clinica Baviera ci spiegano  le diverse forme e gradi di questa anomalia visiva e come individuarle. 

Il daltonismo può essere legato all’etnia e al sesso?
Non è ancora stato dimostrato se l’etnia influisca sul daltonismo ma si sa che una certa influenza c’è; le popolazioni africane, infatti, risultano le meno soggette a questo problema. Nella stragrande maggioranza dei casi il daltonismo è congenito, colpisce il 10% della popolazione maschile contro l’1% di quella femminile, tuttavia i portatori del gene sono donne. Ma perché colpisce più gli uomini? La risposta è semplice: il daltonismo può avere un’origine ereditaria, la base del problema è l’alterazione dei geni responsabili della produzione dei pigmenti dei coni degli occhi. Colpisce un gene recessivo legato al cromosoma X. Perché un uomo sia daltonico, quindi, deve ereditare un cromosoma X, tuttavia, perché una donna sia daltonica deve avere entrambi i suoi cromosomi X con questo gene; e per il fatto che gli uomini hanno due cromosomi, uno X e uno Y, e le donne hanno entrambi i loro cromosomi X, è più facile che sia un uomo a essere daltonico piuttosto che una donna, parlando sempre di daltonismo dovuto a cause genetiche. In altri casi poi, anche se sono la minoranza, il daltonismo può essere legato a malattie come il glaucoma, la cataratta, l’Alzheimer, il Parkinson, la neuropatia ottica di Leber o la sindrome di Kallman che aumenta il rischio di sviluppare questo problema in età adulta; può anche essere dovuto a un trauma, agli effetti tossici di qualche medicina o a una malattia vascolare.

Quali tipi di daltonismo esistono?
Ci sono diverse forme di daltonismo e ci possono essere diversi gradi. Ecco i più comuni, spiegati dagli esperti di
Clinica Baviera.
1. Tricomia anomala
Si verifica quando la luce viene percepita da tutte e tre le tipologie di coni (lunghi o rossi, medi o verdi, corti o blu) ma uno di essi non funziona a dovere. Quando, in pratica, ha una sensibilità inferiore alla percezione del suo colore d’appartenenza. Si può essere affetti da protanomalia nel caso di anomalia dei coni lunghi che riduce la sensibilità al colore rossodeuteranomalia se riguarda i coni medi ed è alterata la percezione del verde (un tipo di daltonismo molto diffuso); tritanomalia, anomalia dei coni corti che riduce la sensibilità al colore blu. I colori si possono vedere ma si confondono tra loro e si hanno difficoltà anche con le diverse intensità.

2. Dicromatismo
In questo caso solo due delle tipologie di coni sono in grado di percepire la luce. Se non viene percepita la luce rossa si tratta di protanopia, se la luce verde, di deuteranopia, nel caso del blu di tritanopia. Le persone con questo tipo di daltonismo hanno difficoltà a differenziare il rosso e il verde o il blu e il giallo.

3. Monocromatismo o acromatopsia
È un caso estremo di daltonismo e poche persone ne soffrono. È praticamente l’incapacità di percepire i colori; la visione è limitata al bianco, nero o a una scala di grigi.

Come rilevare il daltonismo?
Il daltonismo non interferisce sulla vista, quindi ci sono molte persone che ne soffrono e non se ne accorgono per anni, altre ancora che non se ne sono mai accorte nella loro vita, credendo di vedere i colori “normali” così come li percepivano. Il daltonismo si rileva con un test rapido, le tavole Ishihara: diverse tavole con disegni, testi, simboli e numeri. I daltonici non sono in grado di distinguerne alcune parti, numeri o percorsi che risultano evidenti a chi ha un normale senso cromatico ma difficili o impossibili da riconoscere per chi non vede bene i colori.

Il dottor Federico Fiorini, direttore sanitario di Clinica Baviera Bologna, spiega: 
“Il daltonismo è un problema visivo senza trattamento ma la stragrande maggioranza delle persone ci convive senza grossi problemi; oggi esistono alcuni occhiali o lenti che aiutano a percepire meglio la gamma cromatica. Questi occhiali sono utili nei casi di daltonismo più comune, la dicromia dei rossi e dei verdi; hanno filtri speciali che aiutano a correggere la saturazione tra i colori e a distinguerli come sono realmente. Noi di Clinica Baviera Italia raccomandiamo di rilevare questa anomalia il prima possibile, soprattutto nei bambini, poiché, anche se non grave, potrebbe causare problemi di apprendimento e di autostima”.
Marialuisa Roscino
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