Rientro a scuola. Come i genitori possono aiutare i propri figli a riprendere corrette abitudini e giusti ritmi.

Rientro a scuola. Come i genitori possono aiutare i propri figli a riprendere corrette abitudini e giusti ritmi.

Lucattini, “Parola d’ordine: gradualità!”.

Di Marialuisa Roscino

Il rientro a scuola, si sa, pone sempre nuove riflessioni ai genitori, impegnati nel percorso di crescita e di sviluppo
dei propri figli, su come fare affrontare loro il nuovo anno scolastico nel migliore dei modi.
La Dott.ssa Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista di Roma, a riguardo, dispensa preziosi consigli

LA PAROLA D’ORDINE È ‘GRADUALITÀ’
Per affrontare il ritorno a scuola, innanzitutto occorre gradualità perché anche i bimbini e gli adolescenti
soffrono della «sindrome da rientro» come gli adulti, dopo alcuni mesi di vacanza e il provenendo da due
anni scolastici divisi tra scuola in presenza e DAD. L’estate con le giornate più lunghe, il tempo non regolato
da orari rigidi, una maggiore libertà anche la sera, causa in tutti modificazioni del ritmo sonno-veglia che si
regolato psicologicamente ma che è proprio anche regolato da un punto di vista neurologico dal centro del
ritmo sonno veglia che deve essere risincronizzato in base alle nuove necessità dettate dall’inizio dell’anno
scolastico. Spesso non c’è modo di far sì che il periodo che va, dalla fine delle vacanze all’inizio della scuola,
sia utilizzato per riprendere man mano le consuetudini che accompagneranno l’autunno e l’inverno.
Per iniziare l’anno scolastico senza stress, è necessario prendersi il giusto tempo di adattamento, ciò implica
il riprendere ad andare a dormire prima, poiché è necessario svegliarsi presto per prepararsi con calma e
raggiungere la scuola.
Anche le attività pomeridiane, è bene che siano riprese con gradualità, i bambini già fanno molta fatica a
rientrare nella routine scolastica, sovraccaricarli da subito anche con le attività pomeridiane, sport, musica,
amichetti, oratorio, può confonderli e soprattutto sovreccitarli mentalmente e fisicamente, provocando
disturbi del sonno, irrequietezza e difficoltà di concentrazione.
Gli adolescenti rispetto ai bambini hanno una struttura psicologica e fisica diversa; quindi, hanno una
maggiore facilità nel modificare i propri ritmi, una diversa tenuta mentale e forza fisica, ma anche loro hanno
bisogno di tempi fisiologici per poter cambiare abitudini.

LA RIPRESA IN PRESENZA NON È SEMPLICE
Dall’inizio del lockdown a febbraio 2020 fino a giugno 2021 la scuola ha avuto delle modalità
completamente diverse rispetto al passato, tra didattica a distanza, didattica mista e periodi di quarantena per
la presenza di persone positive a scuola o in famiglia. Nessun alunno o studente è più abituato a stare a
scuola tante ore continuativamente e mantenendo tutti i dispositivi di sicurezza. In alcune scuole ad esempio,
non è stata ancora attivata la ricreazione all’aria aperta. I bambini e soprattutto gli adolescenti, sono stanchi,
perché non sono più abituati a stare in tutti i giorni in classe e in classi numerose, poiché provengono da
un’organizzazione in cui almeno tre volte a settimana potevano stare a casa in DAD. Un elemento molto
importante è il rumore che c’è in classe e la difficoltà a seguire le lezioni soprattutto se comparato al silenzio
della propria camera seguendo le lezioni in didattica a distanza. Un altro elemento è che non ci sono le pause
spontanee che invece era possibile per ognuno prendersi in precedenza.
Bisogna distinguere tra i bambini che comunque hanno frequentato la scuola e quindi vivono con minore
difficoltà e con maggior piacere il tornare in classe con i compagni, dai ragazzi invece, di scuole medie e
superiori, che hanno avuto la didattica mista e che possono avvertire questo problema, come più pronunciato.

COME RECUPERARE APRENDIMENTI E SOCIALIZZAZIONE
Un altro elemento che non va sottovalutato, è che, a seconda delle Regioni, delle scuole e anche delle
singole classi, ci sono bambini che quest’anno frequentano la terza elementare e che non hanno avuto modo
di apprendere a “leggere, scrivere e far di conto”, ovvero: non hanno acquisito in modo adeguato gli elementi base della prima e della seconda elementare, da poter affrontare direttamente la terza elementare
come i loro compagni più grandi.
In alcune situazioni, tra l’altro, non conoscono bene o non conoscono affatto i loro compagni, poiché si sono
frequentati poco e questo, è un ulteriore elemento di difficoltà.
Il compito degli insegnanti e dei genitori, è soprattutto di aiutare i bambini e gli adolescenti a vivere
serenamente questa nuova situazione, poiché, se emotivamente sono sereni, possono sentirsi tranquilli
nell’andare a scuola e trovarsi in classe è un piacere, recuperare una carenza nelle capacità di lettura scrittura
e matematiche non è così difficile.
L’importante è che non siano soggetti a eccessive pressioni psicologiche e a richieste pressanti a cui non
possano far fronte almeno nei primi mesi dopo la ripresa dell’anno scolastico. È necessario, tuttavia, purchè
vi sia una gradualità anche in questo.

QUANDO I RAGAZZI SONO PROIETTATI DALLA PROPRIA CAMERETTA AGLI ESAMI
Gli studenti che quest’anno frequentano la terza media, più che il problema formativo o il dislivello di
apprendimento, possono avere difficoltà di natura psicologica, abituarsi a stare in un gruppo numeroso, stare
fuori dalla propria casa, che è sentita come un rifugio e un luogo sicuro, stare lontani dai genitori con cui
spesso sono stati insieme molto più tempo, non solo per la DAD, ma anche perché, i genitori erano smart
working o non lavoravano. Quindi, esiste un problema importante di mancanza di un’adeguata
socializzazione più che di scolarizzazione. Non mi stancherò mai di dire, che se i bambini e gli adolescenti
hanno un equilibrio emotivo, sono contenti di incontrare i compagni, riescono a superare le ansie di
separazione rispetto ai genitori, il recupero degli apprendimenti sarà molto rapido. Da sempre, esistono
scuole per il recupero di anni scolastici, in cui in un anno, viene svolto il programma di due anni. In queste
nuove circostanze causate della pandemia da Covid-19, le scuole statali si dovranno cimentare per la prima
volta in attività che in scuole parificate o private, vengono svolte da decenni. Non è da trascurare il fatto che
gli studenti che hanno un curriculum ordinario e non hanno i traumi di bocciature o difficoltà specifiche o
personali, come talvolta, capita negli studenti che hanno necessità di recuperare degli anni scolastici, non
sarà un’operazione poi così complessa anche se certamente faticosa per tutti, insegnanti e alunni studenti e
genitori.
Sarà quindi necessario adeguare, non solo il programma scolastico, ma anche le modalità di insegnamento a
queste nuove necessità, che si sono create del tutto indipendentemente dalla volontà di tutti.

INCORAGGIAMENTO E SOSTEGNO SONO INDISPENSABILI
Inevitabilmente durante le prime settimane di scuola i bambini e gli adolescenti si sentiranno stanchi,
avranno difficoltà ad alzarsi la mattina e potranno avere anche sonno durante l’orario scolastico. Non c’è da preoccuparsi, è solo necessario avere pazienza e spiegare loro che vinte le prime difficoltà, andare a scuola,
incontrare i compagni e stare con gli insegnanti sarà un piacere. Dopo qualche tempo, i nuovi ritmi
diventeranno normali e i bambini e i ragazzi acquisiranno le nuove abitudini di cui si erano un po’
dimenticati durante l’estate.

COME FARE CON VERIFICHE E COMPITI A CASA
Dopo quasi due anni, in cui bambini e adolescenti si sono abituati ed hanno imparato a sostenere verifiche
orali e scritte on-line, utilizzando le piattaforme informatizzate, sostenere delle verifiche orali in classe
davanti ai compagni o svolgere delle verifiche scritte per molti sarà un’esperienza assolutamente nuova, da
apprendere, con delle regole diverse, sia nei tempi, che nelle modalità di svolgimento rispetto al metodo
precedente.
Basta immaginare che per un anno e mezzo hanno utilizzato la tastiera del computer e in classe invece
dovranno scrivere con carta e penna, in corsivo o stampatello.
Tutte queste modalità, possono sembrare assolutamente abituali o scontate per i genitori e gli insegnanti, non
lo sono affatto, né per i bambini né per gli adolescenti. Per i bambini, poiché potrebbero non avere avuto
modo di apprenderle e per gli adolescenti invece, perché si sono abituati ad un altro metodo, devono quindi
tornare ad una modalità precedente e perfezionarla, poiché nel frattempo, hanno cambiato classe e il
gradiente di difficoltà è naturalmente progredito e aumentato. L’elemento che invece, rimane invariato e costante sono i compiti da svolgere a casa che sono sempre stati
assegnati dagli insegnanti e svolti dai bambini e dagli adolescenti. Per i più piccoli, sarà più semplice, poiché
andando a scuola dove svolgono la maggior parte delle attività didattiche, pedagogiche e di apprendimento,
il carico personale e dei genitori che stanno con loro, sarà minore. Per i ragazzi più grandi invece,
sostanzialmente, non ci sarà alcun cambiamento di rilievo.

FAVORIRE E SOSTENERE IL PIACERE DI STARE CON GLI AMICI
Nonostante che la ripresa della scuola possa avere le difficoltà che abbiamo detto, per i bambini è più
naturale andare a scuola, possono manifestare delle ansie di separazione rispetto ai genitori con paura di
andare a scuola, resistenze e una maggiore ‘lagnosità’ facilmente superabili. Per i più grandi che hanno
imparato a vivere nell’intimità della propria stanza e a coltivare proprie abitudini, vivere nella socialità,
normale in adolescenza, potrebbe essere una difficoltà. È importante incoraggiarli ad andare a scuola, a
frequentare gli amici e a frequentare con costanza la scuola poiché sono momenti insostituibili. La scuola
prima o poi finisce e se non sono aiutati a cogliere il momento e a viverla come un’opportunità, col tempo,
da adulti, potrebbero avere dei rimpianti o dei rammarichi, potrebbero sentire di aver perduto qualcosa
d’importante che non può più essere recuperato.
Stare con gli amici e in classe, non è soltanto “il rumore di fondo” o “lo stress delle verifiche”, sono anche e
soprattutto i mille momenti di scambio, di amicizia, di gioco, scherzi, tra gelosie e amoreggiamenti che fanno
da contorno a tutte le attività didattiche. Sono proprio questi altri aspetti, che psicologicamente rendono bello
frequentare la scuola e indimenticabili le ore trascorsi in classe, fuori dalla scuola o nel cortile.
Sarà quindi compito dei genitori incoraggiare i propri figli e degli insegnanti cercare di essere stimolanti nei
confronti dei loro studenti proponendo delle modalità alternative rispetto a quelle tradizionali per poter
stimolare l’interesse, mantenere viva l’attenzione, rendere appassionante la conoscenza. Un ambiente
scolastico stimolante aiuta a reggere la fatica dello studio, perché poi premiata dalla soddisfazione di sapere
le cose, di riuscire nelle verifiche e avere dei meritati buoni voti. In questo momento, sarebbe da privilegiare
una didattica in cui ci siano momenti di confronto in gruppo su materie didattiche o temi attuali, con un
tempo di ascolto, libertà di espressione e di critica e l’opportunità di dire le proprie opinioni da parte degli
studenti in uno scambio costruttivo, creativo, che aiuta a superare le difficoltà attuali e prepara agli studi
successivi e poi al lavoro.

RIPRENDERE LE ATTIVITÀ EXTRASCOLASTICHE
Come è noto nella cultura anglosassone e nordeuropea le attività extracurriculari, alcune svolte in orario
scolastico, sono considerate estremamente importanti per favorire il benessere psicologico degli studenti e
migliorare gli apprendimenti e il rendimento. È infatti noto, che la musica aiuta nell’apprendimento della
matematica, poiché dà un ritmo interno, il coro e l’orchestra, in particolare, favoriscono le attività di gruppo e
insegnano a lavorare in équipe. Lo sport è poi fondamentale, perché si possa avere uno sviluppo psicofisico
armonioso secondo un’antica e consolidata tradizione: mens sana in corpore sano, una mente sana in un
corpo sano.
La scuola italiana ha una tradizione di attività scolastiche separate da quelle extrascolastiche che vengono
svolte solitamente di pomeriggio e durante il fine settimana, è importante che tutte queste attività siano
promosse e incentivate, ma è altrettanto importante, che siano iniziate con gradualità proprio, perché sono
mancate dal lockdown in poi, a causa delle necessarie restrizioni per il contenimento della pandemia e lo
scongiurare il più possibile il pericolo di contagio e malattia anche tra adolescenti e bambini.
Inoltre, non sono da sottovalutare gli sforzi e i sacrifici che i bambini e gli adolescenti fanno da più di un
anno e continuano anche adesso, poiché sia a scuola che nelle attività extrascolastiche che nei momenti di
svago, continua ad essere loro richiesta massima attenzione e adozione di tutte le misure di prevenzione,
mascherina, pulizia delle mani e distanziamento fisico. Da qualche mese per chi ne ha l’età, è già possibile
avere la vaccinazione anti-Covid per essere protetti dalle forme severe di SARS-Cov-2. Per tutte queste
ragioni, la ripresa dell’anno scolastico non può essere totalmente libera e leggera e sarà necessario un
sostegno ai genitori e anche agli insegnanti.

LA PSICOANALISI COME SUPPORTO PER GENITORI E INSEGNANTI
In caso di necessità, è utile che i genitori si possano rivolgere ad uno psicoanalista dell’età evolutiva, perché
possa aiutarli a comprendere i propri figli e a sostenerli nella fatica quotidiana, in caso di maggiori disagi, di
orientare su come affrontarli anche insieme ai propri figli.
Gli insegnanti possono anche usufruire di corsi di aggiornamento gratuiti. La Società psicoanalitica italiana
organizza a riguardo incontri, proprio per offrire una formazione in un’ottica psicoanalitica, che permetta di
sostenere il carico emotivo che il nuovo assetto scolastico richiede loro e affrontare le situazioni con una
migliore capacità di osservazione dei fenomeni ed una visione più ampi, lavorando in gruppo durante la
formazione.
“L’essere gruppo” permette di non sentirsi isolati e soli nei diversi contesti.

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